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Possiamo tirare un sospiro di sollievo? Sì! Da oggi abbiamo Amazon.it

Il lancio del sito in italia era stato pubblicizzato nei giorni scorsi, con cartelloni sui palazzi delle maggiori città italiane, in modo molto poco enigmatico e ora finalmente ci siamo. Almeno questo passo l’Italia l’ha compiuto, abbiamo finalmente il più grande sito internazionale di acquisti online anche nel nostro bel paese. Oggi è il primo giorno di apertura, e per il momento ci sono poche categorie di acquisto e il catalogo è un po’ limitato, ma vedremo come procede nei prossimi giorni. Grandi assenti nel sito italiano: il famoso Kindle e altre categorie di spessore, ma immagino sia solo questione di tempo per l’aggiornamento del sito, dopo la prima presentazione.

Dall’home page del sito: http://www.amazon.it/ ad annunciare l’evento una lettera del fondatore Jeff Bezos, che ricorda “Il 3 agosto 1995 abbiamo consegnato il primo ordine italiano a un cliente di Genova, inviato da uno dei nostri magazzini negli Stati Uniti.  Da quel giorno abbiamo spedito milioni di articoli ai clienti in Italia. Siamo ora entusiasti di aprire le nostre porte virtuali ai clienti italiani con un’offerta italiana”.

Quindi benvenuto Amazon Italia.

Starbucks è una grande catena internazionale di caffetterie che offre ai propri clienti caffè, dessert e prodotti di pasticceria. Negli Stati Uniti è considerato come luogo di ritrovo per i giovani, soprattutto se studenti o abitanti nelle grosse metropoli.

La sede del gruppo è a Seattle, Washington, negli Stati Uniti. Il nome “Starbuck”, appartiene ad un personaggio di Moby Dick. Il logo è una sirena a due code stilizzata.

Il primo negozio Starbucks fu aperto nel 1971 a Pike Market Place, a Seattle, da tre amici: Jerry Baldwin, un insegnante di inglese, Zev Siegel, un insegnante di storia, e Gordon Bowker, uno scrittore. Ma la svolta arrivò da un’idea di Howard Schultz, storico amministratore delegato, riconosciuto ormai come il vero fondatore della famosa catena. In occasione di un viaggio a Milano nel 1983 sviluppò il suo progetto di portare in America l’autenticità della caffetteria italiana. (Fonte: Wikipedia)

Potrebbe sembrare stano quindi constatare che, seppur Mr.Schulz abbia avuto l’idea di questo progetto durante un suo viaggio a Milano, le sue caffetterie non abbiamo mai raggiunto l’Italia. La catena ad oggi conta circa 17 mila caffetterie in 49 paesi nel mondo e un fatturato intorno ai 30 bilioni di dollari. $$$$ !! E’ un successo sul mercato globale, ed è stata valutata l’apertura anche in Italia. Le perplessità dello sviluppo di questo brand nel nostro paese, risalgono alla cultura italiana per il caffè. Si pensa che difficilmente un italiano, con bar ad ogni angolo di strada, si prenderebbe il disturbo di ordinare un caffè take-away in bicchierone di plastica (sacrilego?!) per poi berselo passeggiando o guidando. E le analisi finanziarie del gruppo hanno portato a valutare che, se uno Starbucks aprisse in Italia e dovesse fallire, il danno d’immagine (si noti, non finanziario inizialmente!) sarebbe un colpo troppo duro per questo brand.

Ma siamo davvero sicuri che uno Starbucks in Italia non potrebbe funzionare? In fondo, noi italiani, abbiamo anche la cultura del cibo e delle mangiate di 15 ore consecutive seduti al tavolo di famiglia, eppure i McDonald sono sempre pieni. Certo il pubblico su cui puntare sarebbe inizialmente limitato alla fascia medio-giovane, ma non credo la caffetteria americana potrebbe essere ignorata. Noi italiani siamo tradizionalisti, ma sappiamo anche essere molto ricettivi e aperti alle novità di mercato. L’unica pecca che potremmo far notare riguarda i prezzi: un caffè Starbucks si aggira sui 3 Euro, ma se diventasse un “luogo di ritrovo”, visto gli arredi a salottino, l’ambiente giovanile e l’accesso WiFi siamo sicuri non conquisterebbe anche noi?

Su internet e sui social network si trovano raccolte di adesioni per un’apertura italiana, quindi non pochi la desiderano. E pare che l’azienda statunitense stia rivalutando la sua opinione di un possibile sbocco sul mercato italiano. Circolano voci, in questi ultimi mesi, dell’apertura di caffetterie Starbucks in due centri italiani. Quindi Starbucks a Milano entro la fine del 2010 e a Roma entro la fine del 2011. Il cambio di rotta sembrerebbe confermato anche da un annuncio di un portavoce di Starbucks Europe, ma sarà vero o solo rumors diffusi a scopo pubblicitario?

Da un estratto di Abc News, http://abcnews.go.com/Business, si può leggere: “Starbucks is currently opening new branches worldwide at a rate of three per day. We’re taking a softly, softly approach when it comes to Europe,” explained a spokeswoman for Starbucks Europe. We expect to open shops in the big four countries — Italy, Germany, France and Spain — in the next 24 to 36 months.” ( Trad. “Progettiamo di aprire negozi nei quattro grandi stati – Italia, Germania, Francia e Spagna – nei prossimi 24/48 mesi”). Nell’articolo dell’Abc, il portavoce europeo parla inoltre delle aperture sperimentali di Starbucks Svizzera, visto lo stato multiculturale, per vedere la risposta di  mercato in questo paese particolare, come un campo di test per lo sviluppo anche italiano.

In Svizzera il test è stato positivo quindi… attendiamo con ansia il nostro Starbucks italiano!

Due anni fa, durante un viaggio negli Usa, ho incontrato un caffè americano. Ed è sbocciato l’amore. Ci siamo piaciuti al primo assaggio.  Posso berlo senza effetti collaterali e alcuni tipi (Starbucks con caramello!!) sono talmente buoni che ne berrei a litri. Mi rendo perfettamente conto di essere un italiana anomala. In 30 anni di vita, avrò bevuto 10 caffè espresso in tutta la vita (compresi i pocket coffee!) e ogni volta, per ore, mi sono sentita super eccitata, come se avesse assunto sostanze stupefacenti, con pupille dilatate e iperattività.  Risultato: rinuncio a bere caffè italiano e il mio voto va all’american coffee.

Quand’ero là e durante altri viaggi, mi sono informata e mi avevano assicurato che queste catene di caffetterie le avrei trovate in tutta Europa. Tornando in Italia ho cercato per fare rifornimento, e cos’ho scoperto? Che in Italia catene di caffetterie americane come Dunkin Donut’s o Starbuck’s non esistono. Sto cercando di avere ulteriori informazioni in proposito ma… Che delusione!

Questa caffeinosa tristezza è durata fino a venerdì sera. Infatti tornata a casa dopo il lavoro, ho trovato un pacchettone sul tavolo (regalo del maritino) con la macchina per il caffè americano. Yahoooooo! Ho aperto subito la dispensa, recuperando il sacchetto di caffè Starbucks acquistato lo scorso anno in un altro viaggio e ….American coffee is ready for me now!

L’unica pecca è che per i miei rifornimenti devo comunque appoggiarmi ad un’amica americana… o mi dovrei farmi tre ore di macchina per andare in Svizzera, a Lucerna, la caffetteria Starbucks più vicina a me. Si capisce che è scomodo e sconveniente. E’ proprio il caso di dire…DOH! Come direbbe Homer Simpson, che di ciambelle e caffè ha fatto uno stile di vita. Beato lui!

Ma cercherò di informarmi su altri rivenditori o nuove aperture italiane e ricavare notizie migliori nei prossimi giorni… la mia scorta sta pericolosamente diminuendo!!

Tutto è più semplice di quanto pensi

e allo stesso tempo

più complesso di quanto immagini

(Wolfgang Goethe)

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Alimentazione. Dieta iniziata regolarmente e rispettata. Ho fame! E il pensiero che ieri mi sono bruciata la mia pizza settimanale mi rattrista non poco. Vivrei di pizza… perchè il mondo è così crudele? perchè i cibi migliori sono quelli che mi fanno ingrassare?

Attività fisica. Pianificato per questa settimana almeno 3 giorni con 25″ di cyclette e rispettati da brava bambina, quale mi sono scoperta di essere. Mi rendo conto che agli occhi di molti, i miei 25″ risultino essere un workout ridicolo. Ma sono contenta di me perchè, al ritorno dal lavoro seppur stanca come al solito, mi sono messa la mia tutina e sono salita in sella, ho rispettato i tempi e completato la sessione.

Ho ancora tanta strada davanti  e sarò forse ridicola dopo soli tre giorni, ma sono fiera di me stessa.

Naturalmente… Controcorrente.. Mi rimetto in forma per l’Inverno.

Con la mia logica malata capisco che è ora di rimettersi in forma. Le persone normali pensano alla prova costume,  ChiarainWonderland pensa alla prova cappotto-cappello-sciapa-guanti e vorrebbe cercare di non apparire al mondo come una sorta di Omino Michelin, in un pacchetto regalo natalizio che magari il maritino non apprezzerebbe.

Ma non giriamoci intorno, le donne del 2010 sono emancipate, indipendenti e se ne fregano in realtà del parere del mondo,e sono le peggiori critiche di sé stesse. Quando si trovano davanti allo specchio, non si sentono mai soddisfatte dell’immagine riflessa. Sarà una leggenda? Per quanto riguarda me è la pura e semplice verità, qualche chiletto va assolutamente perso a fine estetico. Ma c’è molto di più. Mi piacerebbe entrare in una nuova ottica: impostare un’ alimentazione ed  un’ attività fisica salutari, da adottare come stile di vita.

Alimentazione: La dieta su misura, studiata dalla dietologa,  è pronta. Iniziamo!

A 30 anni non sono più disposta a fare da cavia alle varie “diete del minestrone”, “diete dei cavolfiori” e baggianate varie, che mi voglio propinare i giornaletti fashion. Il mio vuole essere un impegno a lungo termine, e non “come perdere 2 chili in una settimana” perché così non si vede la pancetta nel vestito di capodanno (per poi riprenderli il 2 gennaio…doh!). Queste cose le ho già provate durante i lunghi anni di esperimenti sul mio corpo e ho la certezza che, almeno per me, siano stati tentativi inutili. Altrimenti non sarei qui a parlarne.

Attività fisica: Gli strumenti per il workout casalingo ci sono. Inziamo!

La dolente verità è che, come diceva la mamma, per essere belle bisogna soffrire… o faticare,  nel mio caso!  Le leggende moderne parlano di “5 minuti al giorno per rimettersi in forma”, narrano che dopo aver fatto attività fisica il mio corpo continua a bruciare calorie… per quanto? Sembra all’infinito, da quello che leggo!!! Adoro farmi abbindolare da queste leggende, perché sono pigra e al solo pensiero di “fare ginnastica” mi si forma un innaturale ghigno di puro dolore sul viso.

Anche qui, gli esperimenti che ho fatto durante gli anni sono innumerevoli:

Mi sono iscritta in palestra pensando che,  visto il pagamento dell’abbonamento (e i soldi scarseggiano sempre!!) , avrei avuto un motivo in più per alzare il sedere dal divano. Ma non ha funzionato!

Stessa storia con la piscina, con ulteriore motivazione che l’acqua è il mio elemento, la adoro. Poi è arrivato il freddo e, senza sole e calore, ho scoperto che l’acqua non è così invitante. Non ha funzionato!

Ho tentato con la pedana vibrante, le cui sedute costano un occhio della testa. Sono riuscita a ottenere buoni risultati per la cellulite latente ma, ovviamente, non può essere considerata un’attività fisica benefica per il corpo e la salute in generale. E sinceramente il fattore costo non è da ignorare, i miei straordinari finivano tutti lì!

Cosa rimane? La palestra a casa. Lo so, si dice che la palestra casalinga sia la peggiore, perché non si è spronati a far nulla. Ma nemmeno in palestra sono seguita da un Personal Trainer, purtroppo non sono Madonna! Quindi questa è stata la mia scelta, anche per evitare di sprecare altri soldoni. Ho tutto quello che potrebbe servirmi, almeno per ora: tapis roulant, cyclette, wii con giochi di fitness e workout da provare e valutarne l’efficacia, dvd di aerobica… Basta avere la volontà di iniziare.

Aiuti ‘infomatici’: c’è un App per tutto. Iniziamo!

Ho scaricato un applicazione gratuita su Ipod.

Una sorta di Diario che mi permette di inserire tutti i mie dati personali e di impostare i miei obiettivi: ad esempio perdita di peso di 10 Kg in 365 giorni. Mi permette di tenere traccia dell’andamento del peso, posso inserire il mio Diario Alimentare (con un vario elenco di alimenti e marche preimpostati con le calorie) e il Diario delle Attività giornaliere ( lavorare, dormire, le diverse intensità di molti sport). Una volta inseriti tutti i dati, automaticamente mi calcola le calorie consumate giornalmente e le calorie massime da assumere per raggiungere il mio obiettivo.

Risultato ottenuto:

Consumo giornaliero con 25’’ cyclette lenta                    2077 Calorie

—-senza attività fisica                                                  1936 Calorie

Calorie da assumere per perdere peso                           1400 Calorie

So che quest’Applicazione può, apparentemente, sembrare una gran cavolata . Forse per altri è vero, ma per me è risultata utile. Credevo di mangiare in modo adeguato e mi chiedevo perché non riuscivo a perdere peso. Con l’annotazione dei pasti in questo diario ho notato che, anche nelle piccole cose, ci si può correggere per migliorare lo stile di vita e raggiungere l’obiettivo prefissato. E ho scoperto anche ce sforavo calorie necessarie!!

Mi sento pronta per questa “Nuova Me ”, mi sento motivata e non voglio mollare o farmi scoraggiare.

09 Novembre 2010:Inizia La Sfida

Sto imparando a fare a meno

di quelle persone che,

per loro scelta hanno deciso

di poter fare a meno di me…


Vado a tentoni e continuo a sbattere
contro muri invisibili
persone incompresibili.
Sarà la pioggia, il cielo grigio
sento come se fossi sorda
e cieca al mondo intorno a me
alla ricerca dei veri sentimenti
dei veri amici.

Descrizione

Serie Confraternita del Pugnale Nero 1

A Caldwell, vicino a New York, ci sono i vampiri, ma non sono malvagi. Sono gli ultimi superstiti di un’antica stirpe e combattono i lesser, uomini che hanno venduto l’anima al perfido Omega, diventando assassini senza pietà. Come tutti a Caldwell, anche Beth Randall, giovane e bella giornalista, ignora questa realtà. Un giorno, indagando su un fatto di cronaca, s’imbatte in Wrath: il suo fascino tenebroso e il suo sguardo magnetico catturano Beth che, per la prima volta in vita sua, si lascia andare all’amore. Ma nella bruciante passione con quell’uomo si annida un’ombra: qualcosa di oscuro e pericoloso, che la attira in modo irresistibile…

Impressioni personali: Pronta al linciaggio!

E’ il classico Paranormal Romance in cui manca quasi tutto se non il sesso. Se togliamo quelle scene quante pagine mi rimangono?!? Nonostante questo scorre bene, si fa leggere e incuriosisce lo sviluppo delle vicende, ma non mi ha fatto impazzire. Salvo decisamente le ultime pagine,anche se un po’ troppo da happy ending, che mi hanno prospettato un seguito della storia più interessante.
Nonostante tutto, mi è piaciuta Beth…finalmente una donna forte, padrona di sè, “con le palle” insomma e non una che va in brodo di giuggiole appena un figaccione la guarda!!! Si beh… a parte gli orgasmi multipli e i continui attacchi ormonali a cui evidentemente non può resistere (mah!). Sfortuna vuole che mi sia piaciuto particolarmente un personaggio che è stato appena accennato: Zsadist. Mentre…Wrath…mmmm… credo lui gli attributi e il suo machismo li abbia persi quando ha conosciuto Beth ed è diventato un po’ mollaccione! Va bene l’amore ma… daiii!

Leggendo le recensioni su Anobii mi aspettavo di più, viste le fan della Ward in delirio. Parlandone con un’amica (di cui non farò il nome per non trascinarla nel linciaggio con me!!) ho capito che, effettivamente il primo libro è scarno, ma col secondo va un po’ meglio e pian piano la trama acquista spessore e tende verso l’Urban Fantasy. Quindi mi ha convinto a continuare la lettura. Una seconda chance non si nega se il primo non è stato proprio brutto!

Descrizione

Irresistibile, magnetica, divertente, Stephanie torna con la sua seconda avventura, in cui è alle prese con Kenny Mancuso, un ragazzo come tanti che probabilmente ha appena ammazzato il suo migliore amico. Ancora una volta finirà per scontrarsi con Joe Morelli, poliziotto dal discutibile passato e dalla libido costantemente su di giri, con la cattiva abitudine di immischiarsi negli affari di Stephanie. Anche se in questo caso viene il dubbio che sia lei a finirgli tra i piedi, rendendogli il lavoro difficile e dando alla sua vita quel brivido in più, che certo non gli mancava. Non è professionale, ma è molto convinta, non è bella però è sexy, più che coraggiosa è assolutamente incosciente, e ha un fiuto infallibile per i guai: Stephanie Plum è un’antieroina a cui ci si affeziona a suon di risate e per cui si tifa dalla prima all’ultima pagina.

Impressioni personali: ”Non mento mai”. Soltanto quando è strettamente necessario. E tutte le volte in cui la verità non sembra appropriata.

Decisamente migliore del primo. I personaggi principali si stanno delineando e riescono veramente a fare la lora parte nella storia. Rimane il giallo, la leggera suspance, l’intrigo con Morelli (ma perchè non con Ranger mi chiedo?) e viene presentata al suo meglio la famiglia Plum, con una nota speciale per la nonna più pazza del mondo. Grandissima nonna Mazur!
Continuerò sicuramente la serie perchè sono curiosa di sapere che succede. Lula diventerà un personaggio primario? E Ranger? E Joyce verrà picchiata o almeno spruzzata negli occhi con della lacca per capelli? Nonna Mazur rinsavirà o ormai è decisamente parita per la tangente, di corsa naturalmente, coi suoi pantaloncini da ciclista azzurri!

… e alcune volte mi sono chiesta se la Evanovich per scrivere questo libro ha avuto libero accesso a miei pensieri segreti, come in questo punto…. mah….
“Mi misi un paio di pantaloni e una felpa e mi allaccia le scarpe da ginnastica. Feci tutto questo con lo stesso entusiasmo che avrei avuto nel cospargermi di benzina e darmi fuoco. Cercavo di andare a correre almeno tre volte la settimana, ma non mi era mai venuto in mente nemmeno di striscio che la cosa potesse piacermi. Correvo per bruciare la birra che mi bevevo di tanto in tanto, e perchè era comunque una buona cosa essere in grado di seminare qualche malintenzionato. Corsi per cinque chilometri, tornai barcollando nell’atrio e presi l’ascensore. Non c’era motivo di strafare con l’esercizio fisico.”

Descrizione

Cos’ha di speciale Stephanie PIum? Apparentemente non molto. È carina, solida,spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il Borgo di una cittàdel New Jersey che invece di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamentesi ritrova disoccupata, visto che al Borgo sono tutti imparentati tra di loro,pensa di andare a chiedere aiuto al cugino Vinnie, che ha un’agenzia dicauzioni: presta soldi a chi deve uscire di prigione fino alla data delprocesso, ma se i debitori non si presentano in tribunale spedisce sulle lorotracce degli agenti incaricati di catturarli e portarli alla polizia. EStephanie capita proprio al momento giusto per occuparsi dell’incaricomigliore: acciuffare l’irresistibile, affascinante, canagliesco Joe Morelli,con cui aveva avuto una torrida avventura (come peraltro metà delle donne delNew Jersey), ora poliziotto in fuga accusato di omicidio. Munita di pistola,manette e spray antiaggressione, Stephanie si improvvisa agente di recuperocauzioni; ha a che fare con un campionario di maniaci sessuali, ubriaconi eperditempo, e si ritrova coinvolta in vicende paradossali che però conduconotutte allo stesso mistero di cui Morelli sembra la chiave. E come se nonbastasse, un pericoloso assassino, completamente pazzo, non vede l’ora dimetterle le mani addosso e ridurla in fin di vita…

Impressioni personali: ”Mi sarei anche portata un libro da leggere, ma era difficile leggere e sudare in contemporanea, e il sudore aveva la precedenza.”

Lettura consigliata da un’amica anobiiana (grazie Lucia!!) e mai consiglio è stato così apprezzato e ben gustato!
E’ una lettura leggera ma non manca niente… azione, mistero, dramma, e tensione sessuale che va a sfociare a volte in comicità. E intendo vera comicità, perchè ti trovi con questo libro in mano a ridere da sola come una scema. Ma non ti senti scema, ti senti solo solidale con Stephanie Plum. la nuova eroina moderna. Distratta, pasticciona, non ne fa una giusta ma ci prova e alla fine… raggiunge l’obiettivo in qualche strano suo modo!
Leggerò anche gli altri libri della serie? Sicuramente quando avrò bisogno di risollevarmi piacevolmente il morale!  

Qualche estratto dal libro.

“Ieri ho visto tuo cugino Vinnie” disse mio padre “Sta cercando qualcuno che si occupi dell’archivio. Dovresti fargli una telefonata”.
Proprio l’avanzamento di carriera che stavo aspettando: fare l’archivista per Vinnie. Di tutti imiei parenti Vinnie era quello che mi piaceva meno. Era un verme, un maniaco sessuale, una cacca di cane. “Quanto paga?” domandai.
Mio padre si strinse nelle spalle “Il minimo sindacale”. Fantastico. La posizione perfetta per qualcuno che già si ritrova negli abissi della disperazione. Un capo marcio, un lavoro marcio, una paga marcia. Le possibilità di autocommiserazione sarebbero state infinite.

Conversazione tra Morelli e Stephanie.
M: Ma come ti sei vestita?
S: E’ il mio completo troiesco. Volevo accelerare un o’ le cose.
M: Cristo. C’erano ragazzi che andavano a sbattere con la macchina. E dove hai nascosto il microfono? Non ce l’avevi sotto quel top. Si sarebbe visto anche un cerotto, sotto quel top.
S: Me lo sono messo nelle mutande.
M: Per la miseria. Quando me lo restituisci lo farò placcare oro.

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